Lunedì, 02 Marzo 2020 10:38

... Un viaggio nella vita coniugale...

 

Nei giorni 21, 22 e 23 ho partecipato al corso Azaria tenuto dal Centro Kerigma presso la parrocchia Sant'Atanasio ed ho vissuto insieme a mia moglie una esperienza forte di un viaggio nella vita coniugale riscontrando una realtà con tutte le assurdità e i paradossi di una vicenda che è il vivere umano nel mondo. Non c'è nulla nella vita coniugale che non possa essere raccolto e riproposto come racconto. Dove il racconto sta a dire la capacità di non lasciarsi ingoiare dalle vicende ma del saperle vivere con un certo distacco e realismo. Ci si trova spesso travolti da sventure che neppure la nostra religiosità è in grado di spiegare, la cui speranza nel futuro appare morta. Per uscire da queste situazioni è necessario staccarsi dalla propria famiglia, dalle proprie sicurezze, accettare di porsi, sulla fiducia di una parola, in cammino verso una meta ignota, scoprendo solo nel momento in cui si accetta di mettersi in cammino, che Dio ci accompagna passo dopo passo. Il problema è se ne accettiamo la dinamica oppure ci irrigidiamo sulle nostre posizioni per paura, pigrizia o mancanza di fede.

Il viaggio comporta esperienza di sradicamento. Tutti siamo in viaggio, perché la vita ci sposta, ci spiazza, ci spianta ci sradica continuamente. L'apprendistato alla vita sembra coincidere con la presa di coscienza della propria condizione di sradicati: creature in viaggio, che stanno compiendo un lungo percorso, più o meno frastagliato, più o meno disordinato, più o meno periferico, con complicazioni più o meno varie, ma pur sempre in viaggio. Ma questo non è affatto motivo di disperazione, né ci può condurre a considerare perduta la nostra vita. Anzi diventa una preziosa e positiva occasione per imparare a vivere aprendosi alla speranza. La scoperta meravigliosa che in questo viaggio la presenza e l'agire nascosto di Dio non manca di soccorrere subito chi confida in Lui. Dio non agisce direttamente; la presenza di angeli in forma umana è il segno della delicatezza di un Dio che si serve di intermediari riconoscibili proprio per la loro umanità. Un Dio che si mette al passo degli uomini e cammina con loro, rispettandone i tempi, ma insieme conducendoli verso la felicità. 

Un grazie ai predicatori Enzo e Luisa e al mio sacerdote Padre Salvatore La Sala.

 

Ino