Inizia lo scontro titanico fra Saulo di Tarso ed il fariseo suo accusatore. Pepe prepara il ring con sapienza e suona il gong.
Il “combattimento” verte sulla nuova visione che Saulo ha di Dio: buono e misericordioso. Il fariseo definisce “l’idolo” di Saul una immagine pericolosa perché l’uomo è tentato di approfittare sempre della accondiscendenza e della bontà altrui.
Abominio, due, tre volte abominio e mancanza di rispetto è il chiamare, l’innominabile, l’altissimo con l’appellattivo di papà, papino, paparino!
Non parliamo poi della nuova nozione del peccato che Saulo espone: là dove abbonda il peccato, sovrabbonda l’amore di Dio!
Inconcepibile, per il fariseo che c’è in ognuno di noi, capire come sia possibile ciò. Allora bisogna fare del male, sempre più male per ottenere il bene, sempre più bene?
Bel dilemma…







