
“Se il Signore vuole che facciamo questo ritiro vedrai che farà in modo che ci saremo”.
Sono queste le parole che mi disse mio marito quando seppi che non c’erano più posti per partecipare al ritiro. Al sentire ciò l’amarezza e la delusione che provavo si attenuarono lasciando posto alla speranza e spazio alla volontà di Dio.
Con grande gioia, qualche giorno dopo, ho accolto la notizia che due posti si erano liberati e che il Signore ci stava aspettando per parlare ai nostri cuori, per trascorrere in intimità con Lui la fine del vecchio e l’inizio del nuovo anno.
“Antonella, lasciati amare da me”…Sono state queste le parole che durante tutto il ritiro mi risuonavano, questo il messaggio che Gesù, attraverso il predicatore, mi stava consegnando.
Lui, che con profonda gratuità aveva scelto la croce per donarmi la vita, stava tornando a dirmi ancora una volta: “Non temere figlia mia, lasciati amare da me”.
Ho sentito che il Signore stava liberando il mio cuore, mi stava guarendo dal “senso del dovere” e con tenerezza di Padre ancora una volta mi donava la vita ma anche la libertà di figlia.
Ho sentito un forte desiderio di chinarmi sul suo petto e come il discepolo amato trovare conforto e consolazione “stando” in intimità con Lui; non servivano le parole, non era necessario formulare richieste o preghiere speciali, in quel momento il mio cuore si stava spalancando al suo amore gratuito.
Questo è stato per me il ritiro dell’abbandono, in cui ho sperimentato il mio essere creatura amata da Dio. Ho visto la croce come mai prima di allora: una vera dichiarazione d’amore che Gesù mi faceva. I miei pensieri spesso affannati si sono fermati e al “dovere” ho sostituito il “ricevere”.
Ho accolto le parole di Gesù che mi diceva di lasciarmi amare gratuitamente da lui attraverso i fratelli. E’ stato bello, in questo ritiro, riscoprire una comunità che cresce e si rinnova, è questa la testimonianza che al Suo amore non c’è confine e che ciascuno di noi è Suo strumento.
Grazie Signore perché hai scelto la croce per salvarmi, grazie perché quella croce parla anche di me: racconta di come sono preziosa ai tuoi occhi. Grazie perché le ultime parole che hai pronunciato sulla croce continuano a risuonarmi dentro e a plasmare il mio cuore trasformando la paura in fede.
Antonella







